Paola Caenazzo

 

RECENSIONI

 

 

 

Paola Caenazzo usa come forma espressiva il figurativo che implica l’osservazione del fenomenico che ci circonda. Non si tratta di un’osservazione di superficie, neppure di un’osservazione distaccata ma piuttosto di un dialogo profondo capace di trasformare l’apparente in riflesso della propria interiorità. Sono dipinti coinvolgenti. Ciò che appare allo sguardo è raffinato, accattivante, appartiene al nostro vissuto tanto da condurci ad una meditazione sul significato della vita.
Paola Caenazzo tratta con la stessa maestria il ritratto, il nudo, la veduta, l’interno, la natura morta. Sono silenti presenze che catturano lo sguardo in forza  di un colore sontuoso, intriganti per la curiosità che suscitano, enigmatiche nella loro decifrazione.  Le figure, i paesaggi, gli arredi, gli oggetti sono impronte, indizi, ricordi che raccontano storie idealmente intrecciate alle nostre.  Lo stesso cromatismo, che poco indulge alla solarità mediterranea, è modulato su registri bassi, talvolta è quasi monocromo sottolineando il sofferto intimismo di queste opere.

Sergia Jessi, critica d’arte

Paola Caenazzo uses the figurative form of expression that implies  phenomenal observation of one’s surroundings.  It is neither a superficial nor a detached observation but rather a profound dialogue capable of transforming the apparent into a reflection of one’s very own innerself. The paintings are captivating, refined   and belong to our life experience so impel us to reflect on the significance of life. Paola Caenazzo treats  the portrait, the nude figure, interiors and still life with the same virtuosity. There is a silent presence that not only captures one’s  eye thanks to the  sumptuous colour, but is also  entriguing due to the curiosity it arouses and is enigmatic in its interpretation. The figure, the  landscape, the  furnishings and the  objects are marks, evidence and memories of stories told that entwine with our very own. The chromatism which is modulated in subdued tones  does not play with the mediterranean light and is often almost monochromatic which underlines the suffered intimacy of these works of art.
Sergia Jessi,  Art Critic

Quanti amano la pittura e con lei hanno speso un po’ di tempo nella solitudine di un museo e nel prezioso silenzio che la pittura esige per svelare la sua bellezza, questi dunque, ma anche quanti dipingono, sicuramente si soffermeranno attenti a godere le opere di Paola Caenazzo.
E quando avranno visto e sentito il palpito delle opere, la loro melodia e gentilezza, non potranno che pensare all’autore e a ciò che lo  muove. Immaginare quest’antichissimo ripetersi dell’azione pittorica. Gli occhi vedono, sfiorano, indagano, e la mano pian piano configura la mappa segreta del quadro. Leviga un ruvido passaggio, raddrizza una verticale, accentua un contrasto, sottolinea un’ombra e chiede al mondo di svelargli i  misteri che lo rendono tanto bello. La pittrice seduta o in piedi vede davanti a sé e intraprende il ritratto di ciò che vede. E ciò che vede, o, meglio, ciò che di quest’esperienza riesce a lasciare sulla tela, non può che essere, potenzialmente, il ritratto di se stessa. E’ la sua traccia, la sua testimonianza ed è davvero preziosa per noi, perché è sincera, perché dice la verità sulla sua persona, e la verità di Paola a noi svela anche le affinità elettive della pittrice. Sentiamo presenti lo spirito di Giorgio Morandi, ma anche i maestri della Natura Morta Olandese. Per via della sua origine e della sua lingua, Paola eredita l’immensa cultura della sua patria. Cultura vasta e incommensurabile. C’è chi l’affronta con timore reverenziale, chi la sente come sostegno.
Grazie alla fortuna che ho avuto d’ incontrarla e  di scambiare con lei per alcuni anni pensieri e idee sulla pittura, ma ancor più in ragione dell’indubbia verità delle sue opere, ritengo che la bellezza dell’Arte Italiana  costituisca per lei  un sostegno prezioso che  la incoraggia costantemente a continuare.

Iorgos Rorris, pittore

Those of us who love art and also love to paint will surely carefully dwell upon  and appreciate the works  of Paola Caenazzo.
When we have seen and felt  her paintings, their pulse, their melody and kindness, we cannot but think of the artist and that which moves her. Try to imagine the ancient repetition of this pictorial act. The eyes that see, enquire and the hand that slowly lays out the secrets of the painting. Smooth a rough passage, straighten a line, accentuate a contrast, emphasize a shadow and ask the world to unveil  its  mysteries that make it so beautiful.   The artist sitting or standing sees in front of her and portrays  that what she sees.  It is her mark, her testimony  and is so precious to us because it is sincere, because it tells the truth about her  and the truth about Paola also reveals to us the elective affinity of the artist.  
We can feel the presence of Giorgio Morandi and also the Dutch Still Life masters.  Due to her origin and her language, Paola inherits the immense culture of her homeland.  A vast and immeasurable culture.
There are those who face it with awe and those that find support.
I have been so lucky to have met Paola and to exchange for a number of years thoughts and ideas on painting and I am most convinced  that the beauty of Italian art is a precious support for her and forever encourages her to move forward.
Iorgos Rorris, artist

Paola Blue
Da Perugia, Padova o Firenze fino ad Atene e ritorno, Paola Caenazzo ha fatto –e continua a fare- il viaggio della sua vita, fra persone che l’hanno abbracciata e ammirata, l’hanno amareggiata o adorata, come amica, come donna, come figlia e sorella. Ha così formato una particolare identità personale, e insieme una preziosa alterità per noi, che attraversa tutta la gamma di esperienze e di sentimenti, dall’estraneamento alla familiarità, dall’amore al disincanto, dalla fatica alla creatività, dalla malinconia fino al risollevamento e alla gioia di vivere.
Non so che relazione abbia tutto questo con le sue opere, neppure in cosa consista la loro quieta, come non causata (direbbe la Dickinson), bellezza. Penso soltanto che dal nord Italia  al sud della Grecia Paola ha conosciuto una luce che ha impresso, prima e anzitutto, nelle sottili e ricche sfumature del blu: dal celeste al turchino e dal verde giada all’indaco o al violetto. Questi riflessi, che dominano con discrezione la sua tavolozza, si nascondono dentro gli oggetti dei suoi dipinti (in una bottiglia o in una lampada a petrolio, su un lenzuolo, un vestito o un infisso), si dipanano intorno alle figure e agli oggetti  (su un muro, una tovoglia, uno scaffale), si alzano sopra e in mezzo a loro (in un cielo oltre il mare o sopra gli edifici della città). Al di là dei suoi eventuali riferimenti artistici, questa particolare sottolineatura intesse, potremmo dire, la luce del paesaggio naturale e urbano greco con i toni e i chiaroscuri più profondi, interiori, del nord italiano.
Paola è così una di quelle rare persone poliedriche, i “mediterranei di nascita” che, come diceva Nietzsche, “sanno amare nel nord il sud e nel sud il nord”. Forse per questo i suoi passaggi segreti e i suoi riflessi azzurri ci aiutano ad aprire gli occhi e l’anima sul nostro stesso mondo.

Kostantinos Livieratos, saggista, editore

From Perugia, Padova or Florence to Athens and back, Paola Caenazzo has journeyed through life, and continues to do so, among people who have embraced and admired her, embittered or adored her, whether as a woman or friend, as a daughter or sister. She has thus forged a distinct personal identity, which also constitutes an invaluable alterity for us, going through the whole range of experiences and feelings, from estrangement to intimacy, from love to disenchantment, from labour to creativity, from melancholy to exaltation and the joy of life.
I do not know what relation this bears to her work, nor what makes for the latter’s calm, seemingly ‘not caused’ beauty (as Dickinson would have it). All I can think is that, from the north of Italy to the south of Greece, Paola became familiar with a certain light, which she rendered, first and foremost, in the fine and rich nuances of blue: from pale blue to indigo and from jade green to red-violet or purple. Such reflections, which seem to dominate her palette, can be found hidden in the objects of her paintings (in a bottle or an oil lamp, a sheet, a garment, a wooden frame), extending around them (on a wall, a tablecloth, a shelf), rising over and between them (in the sky over the sea or the buildings of the city). Whatever artistic sources and traditions this emphasis may draw from, it can be said to weave together the luminosity of the Greek natural and urban landscape with the deeper, more intimate tones and chiaroscuros of the Italian north.
Paola is therefore one of those rare, comprehensive people, those ‘born Midlanders’ who, as Nietzsche said, ‘know how to love the south in the north and the north in the south’. This may be why her secret passages and bluish reflections open up our eyes and soul to our own true world.

Kostantinos Livieratos, publisher, essayist

Ritratti, passaggi, riflessioni, grazie a una pittura basata su colori e tonalità scure, cariche e nello stesso tempo leggere, trasparenti, limpide. Attraverso il trattamento cromatico Paola Caenazzo riesce a penetrare nell’intimo dei suoi personaggi e conferire profondità ai suoi oggetti e paesaggi. Le sue rappresentazioni rispecchiano la sua interiorità - perfino i suoi oggetti alludono all’esistenza di una loro propria personalità, quasi fossero animati di una vita propria. In modo inequivocabile i ritratti, le scene e gli oggetti di Caenazzo trasmettono una particolare emotività immediatamente percettibile dai loro spettatori.
Antonis Zivas, docente di fotografia Università dello Ionio - Dipartimento di Arti Audiovisive

 

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